REGIONE SICILIA - ASSESSORATO TERRITORIO & AMBIENTE
RISERVA NATURALE ORIENTATA

La Flora comprende specie endemiche locali (limonio di Optima), sicule (Astro di Sorrentino), siculo-calabre (Pigamo di Calabria, Aristolochia di Clusi, Issopo di Cosentini, Malvone d'Agrigento) e a più ampio areale (barba di becco violetta, Cardo corimboso, Euforbia cornuta, Issopo villoso, Ononide a foglie intere, Codolina meridionale, Violaciocca minore e Zaferano autunnale). Le principali fitocenosi presenti in questo territorio sono le seguenti: vegetazione degli ambienti rupestri, arbusteti a spazzaforno e Timo arbustivo, Ampelodesmeti, Ligeti, praticelli a piantaggine biancastra e vegetazione degli ambienti acquatici.

Il suolo, compreso tra il ponte ed il monte Capodarso, è costituito da rocce in prevalenza sabbiose e conglomeratiche, e manifesta una spiccata vocazione per le colture arboree, come mandorlo ed olivo. L'Imera meridionale, "corridoio ecologico", luogo di migrazione primaverile ed autunnale dell'avifauna (Airone cinerino, Garzetta Marzaiola, Codone, Folaga, Falco di Palude, Albanella reale) ospita diverse specie animali. Nidificano il Cavaliere d'Italia, l'Occhione, Il Corriere piccolo, Il germano reale, la Folaga e la gallinella d'acqua.

In alcuni fossati si trovano le tartarughe palustri mentre nei canneti i nidi della Cannaiola, del Cannareccione e del Tarabusino, ma anche Rondini e Storni. Tra i mammiferi si posono osservare il Gatto selvatico, l'Istrice, il Riccio, la Donnola il Coniglio selvatico e la Volpe mentre tra i rettili il Colubrio di Esculapio o Saettone inoffensivo, lungo anche due metri.

Sotto l'aspetto geologico la R.N.O. "Monte Capodarso e valle dell'Imera meridionale" ricade nella Sicilia centrale, sede, un tempo ormai remoto, di deposizioni saline conseguenti alla chiusura del bacino del Mediterraneo che determinò l'isolamento di quest'ultimo dall'adiacente oceano Atlantico. Le acque evaporando progressivamente causarono la deposizione, dei sali meno solubili e successivamente di quelli più solubili dando luogo alla serie evaporitica (Serie Gessoso - Solfifera). L'inizio del ciclo si manifestò con la messa in posto del Calcare di Base con all'interno considerevoli concentrazioni di zolfo e proseguì con la deposizione dei solfati di calcio (Gessi) e dei sali sodici e potassici molto solubili e per questo presenti unicamente nel sottosuolo, non essendo soggetti agli agenti atmosferici.

LA FAUNA

L'Imera meridionale, ambiente di studio di ornitologi e naturalisti, ha sempre assolto la funzione di "corridoio ecologico" perché luogo di migrazione primaverile ed autunnale dell'avifauna. In questi periodi dell'anno sono visibili svariate quantità di volatili quali l'Airone cenerino, la Garzetta, la Marzaiola, il Codone, la Folaga, il Falco di palude e l'Albanella reale. Di certo nidificano il Cavaliere d'Italia l'Occhione il Corriere piccolo, il Germano reale, la Folaga e la Gallinella d'acqua.

I canneti, invece, accolgono i nidi della Cannaiola, del Cannareccione e del Tarabusino mentre di notte ospitano anche Rondini e Storni. Lungo il fiume, in alcuni piccoli fossati, è possibile vedere la Tartaruga palustre. Tra i mammiferi presenti nell'area si annoverano il non comune Gatto selvatico che si rifugia nelle aree boschive, l'Istrice, il Riccio, la Donnola, il Coniglio selvatico e la Volpe.

Un rettile piuttosto raro, presente nella zona, é il Colubro di Esculapio o Saettone. E' un serpente inoffensivo che può raggiungere anche i due metri di lunghezza e che predilige gli ambienti aridi e soleggiati.

LA FLORA

Le entità botaniche sin ora censite (floratracheofitica) per la Valle dell'Imera ammontano a 505. Tra queste alcune risultano di particolare interesse geobotanico.

E' il caso della Serratula cichoracea (L.) DC. subsp. mucronata (Desf.) lacaita (Cerretta spinulosa), Phlomis fruticosa L. (Salvione giallo), Mantisalca salmantica (L).Briq et Cavill. (Fiordaliso di Salamanca), Cynanchum acutum L. (Crisciola) etc ..

La flora della Valle dell'Imera risulta altresì interessante per la presenza di elementi endemici a distribuzione limitata come la Brassica tinei Lojac., pianta esclusiva degli ambienti rupestri della provincia di Caltanissetta e il Limonium optimae Raimondo che si rinviene nel tratto del fiume Imera meridionale compreso fra il torrente Vaccarizzo e il Ponte Besaro.

Tra le altre specie endemiche vanno ricordate l'Aster sorrentinii (Tod.)Lojac.(Astro di Sorrentino), la Lavatera agrigentina Tineo (Malvone d'Agrigento), l'Ophrys panormitana, l'Aristolochia clusii Lojac. e il Thalictrum calabricum Sprengel (Pigamo di Calabria). La vegetazione della Valle dell'Imera è stata fortemente influenzata dall'azione dell'uomo e, a causa di ciò, la copertura boschiva naturale è del tutto assente; al suo posto troviamo così una vegetazione degradata steppica o tutt'al più a gariga. In particolare possiamo riconoscere sei principali fitocenosi :

• Vegetazione degli ambienti rupestri: le rupi calcarenitiche della Valle ospitano una vegetazione specializzata costituita da poche litofite quali Athamanta sicula L. (Atamanta siciliana), Silene fruticosa L. (Silene fruticosa), Sedum sediforme (jacq) Pan (Borracina di Nizza), etc…

• Gariga a Thymelaea hirsuta (L.) Endl.: si tratta di arbusteti a Spazzaforno e Timo arbustivo (Thymus capitatus).

• Prateria steppica ad Ampelodesmos mauritanicus (Poiret) Dur. et Sch. (Tagliamani) : Ampelodesmeti si rinvengono in diverse zone della Valle. Queste praterie verosimilmente rappresentano aspetti di degradazione di pregressi boschi misti a Quercus ilex e querce caducifoglie.

• Praticelli a Plantago albicans L. (Piantaggine biancastra).

• Prateria steppica a Lygeum spartum L. (Sparto steppico) : i Ligeti colonizzano i substrati argillosi (calanchi) e ospitano una vegetazione peculiare dal punto di vista floristico risultando così di notevole interesse naturalistico.

• Vegetazione degli ambienti acquatici : gli ambienti umidi che si rinvengono nella Valle sono principalmente tra quelli legati ai corsi di acqua salmastra. In questi fiumi troviamo pertanto una vegetazione tipica dei pantani salmastri costieri.