Per "raccontare" la storia evolutiva della Sicilia ed evidenziare
gli aspetti geologici piu' interessanti ho ritenuto opportuno schematizzare
il tutto in pochi punti che, spero, possano essere di immediata comprensione.
Lo stress tettonico Miocenico con formazione della Catena Appennica
Siciliana e del Complesso Argilloso di Base.
L'Orogenesi Miocenica, avvenuta durante il Tortoniano, ha generato
un sollevamento di alcune aree tirreniche e della Sicilia settentrionale
con conseguente formazione di una zona di depressione nella Sicilia
centro-meridionale. Si e' avuto pertanto un raccorciamento delle aree
di sedimentazione che ha causato una rimescolanza delle litologie in
esso contenute generando un deposito caotico costituito da argille,
argille marnose scagliettate, marne fortemente tettonizzate con inclusi
litoidi di varia eta', natura e dimensione.
Al "Melanges" varicolori che si e' cosi' venuto a formare e' stato attribuito
il nome di "Complesso Argilloso-Marnoso". Su di esso poggiano i sedimenti
terrigeni ed evaporitici piu' recenti.
Il riempimento del bacino ad opera dei sedimenti derivanti dalla
catena appenninica siciliana. Genesi della Formazione di Cozzo Terravecchia.
Subito dopo il sollevamento delle aree settentrionali della Sicilia
e successiva formazione della Catena Appenninica Siciliana si ebbe il
colmamento del bacino con i prodotti derivanti dallo smantellamento
delle aree emerse. Piano piano tutto il bacino comincio' a colmarsi
con questi sedimenti che generarono argille e argille sabbiose, sabbie,
conglomerati e calcareniti.
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Laminazioni
sulle calcareniti al Monte Capodarso
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La chiusura del Bacino del Mar Mediterraneo. Scarsa ossigenazione
e moria abbondante di pesci.
Lo stesso fenomeno orogenetico che porto' alla genesi della catena
appenninica siciliana ha causato la chiusura del bacino del Mar Mediterraneo
in prossimita' dell'attuale stretto di Gibilterra. Le acque intrappolate
all'interno del bacino cominciano pertanto ad arricchirsi in sali (prevalentemente
carbonato di calcio, CaCO3) e ad impoverirsi di ossigeno. In queste
condizioni molti pesci non trovano piu' le condizioni favorevoli alla
vita e si ha pertanto un'elevata moria di organismi.
Si vengono a formare pertanto rocce ricche di silicio (derivante dal
guscio siliceo delle diatomee, organismi che trovano facile sviluppo
in questo ambiente) con elevato contenuto fossilifero per via della
presenza dei resti organici dei pesci deceduti. Questo evento e' oggi
testimoniato dalle elevate tracce fossili rinvenibili all'interno delle
diatomiti del Tripoli, una roccia leggera, bianca, stratificata a "fogli"
sulle cui facce sono presenti tracce di interi pesci o resti organici
di varia natura molto ambite dai collezionisti.
La chiusura del Bacino del Mar Mediterraneo. Forte evaporazione
delle acque con conseguente deposito dei sali presenti in esse.
La chiusura del bacino del Mediterraneo ha generato un isolamento delle
acque del bacino da quelle del resto dei mari. Lo scarso apporto di
acque provenienti dai fiumi non riusci' a bilanciare l'elevata evaporazione.
Si ebbe pertanto una violenta diminuzione delle acque presenti nel bacino
con conseguente deposizione dei sali in esse contenuti. I primi sali
a depositarsi furono i carbonati di calcio (CaCO3) che portarono alla
formazione del "Calcare di Base" (cosi' chiamato proprio perche' sta
alla base della serie evaporitica).

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Sali potassici
nella miniera
di Realmonte (AG) |
Successivamente si depositarono i solfati di calcio (CaSO4) che portarono
alla formazione dei gessi (CaSO42H2O). Durante la fase di massima evaporazione
si ebbe la deposizione dei sali piu' solubili. Si formarono quindi i
sali potassici, oggi abbondantemente presenti nel sottosuolo della Sicilia
centrale. Durante la deposizione dei gessi si ebbe un ulteriore fase
diastrofica (uno stress tettonico) che porto' alla separazione dei gessi
depositatisi prima (gessi del I¡ ciclo o gessi di Cattolica Eraclea)
con quelli depositatisi dopo (gessi del II¡ ciclo o gessi di Pasquasia).
La separazione e' oggi testimoniata dalla deposizione dell'Arenazzolo.
Riapertura del bacino del Mediterraneo. Veloce colmamento del bacino
ad opera delle acque provenienti dall'Oceano Atlantico. Deposizione
dei Trubi, una roccia caratteristica di mari di elevata profondita'
(500 m. e oltre).
Quando si ristabilirono le comunicazioni tra il Mar Mediterraneo e
l'Oceano Atlantico si ebbe un veloce colmamento del bacino (alcuni autori
sostengono che si sia trattata di una vera e propria cascata). In esso
si instaurarono condizioni di deposizione pelagica (vale a dire condizioni
tipiche di ambienti di mare profondo). Il risultato e' la formazione
di una roccia bianca ("Trubi"), in parte calcarea e in parte argillosa,
costituita prevalentemente dai gusci carbonatici di alcuni organismi
caratteristici di ambienti di mare profondo ("globigerine").
Un'altra fase diastrofica. Lo stress tettonico ha portato al sollevamento
delle rocce formatisi fino a questo momento ("Serie Evaporitica" e "Trubi").
Deposizione della Formazione Marnoso-Arenacea.
Subito dopo la deposizione dei Trubi si ebbe un ulteriore fase di stress
tettonico che porto' al sollevamento dell'area e all'emersione delle
rocce depositatesi in mare. La conseguenza fu l'erosione delle rocce
venutesi a trovare allo scoperto e quindi soggette agli agenti esogeni
(pioggia, vento, sole, etc...) con successiva deposizione nel bacino
dei prodotti derivanti da codesta erosione. In particolare, le zone
circostanti il centro abitato di Caltanissetta (Zone di Capodarso, Pasquasia,
Sabbucina), furono interessate da deposizioni tipiche di ambiente di
delta (sfocio di fiume).
Approssimativamente lungo questa zona si venne ad impostare la costa
del mare che, subendo ripetute oscillazioni Nord-Sud, causo' la formazione
di rocce alternativamente di costa o di mare poco profondo. Il risultato
e' la Formazione Marnoso-Arenacea.