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Riserva Naturale Orientata Monte Capodarso e Valle dell'Imera Meridionale
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mostra ginevra

Himera nell'Arte

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Ubicazione e Gestione    

Localizzazione || Educazione Ambientale || Istituzione e finalità

La Riserva Naturale Orientata “Monte Capodarso e Valle dell'Imera Meridionale” gestita da Italia Nostra-Onlus è il soggetto privilegiato di una raccolta di pastelli ad olio di Maria Ginevra, nel senso che da questo importante luogo, denso di suggestione, di storia e di bellezza, prende avvio una ricerca sul paesaggio che fa del colore e della luce i caratteri essenziali del suo lavoro. Infatti, agendo sulla essenzialità degli elementi compositivi, il paesaggio sembra svilupparsi da una ricerca della forma e della composizione, al punto che i dati della realtà a cui fa riferimento, appaiono quasi secondari, poiché si è subito sorpresi da una leggera poesia, da una ariosità del colore che incanta.

Appaiono “quasi” secondari, dicevo, poiché in effetti l'artista non può fare a meno dei luoghi a cui fa riferimento e che rappresenta poiché, mentre li sintetizza nella forma, la riconducono a memorie antiche, le provocano un tuffo nell'infanzia, periodo della vita che riaffiora proprio quando il colore e la luce divengono per lei parola con la quale si esprime e racconta le sue emozioni.

Le tornano allora alla mente i racconti del padre minatore e un contatto con la terra, elementi questi che riaccendono non solo rapporti di memoria, ma l'amore verso una terra apparentemente brulla, con poca vegetazione, fatta di colli che sembrano svilupparsi morbidamente, spesso senza alberi, l'uno dall'altro, attraverso un digradare di toni pacati, dolci, che generano tranquillità. Non si può fare a meno, allora di pensare alla coerenza con la quale conduce il suo discorso visivo caratterizzato da una estrema essenzialità di rappresentazione, che traduce in immagini sintetiche le emozioni che sente e che si esprime quasi accarezzando la superficie che diviene corpo unico col colore che sembra distendersi come un flusso leggero.

Fiume Imera Meridionale - Salso
Maria Ginevra - Fiume Imera Meridionale - Salso

Si comprende così l'uso del pastello ad olio, che permette di realizzare un rapporto di continuità tra la mano e il foglio, senza la mediazione di ulteriori strumenti, poiché, come apprendiamo dalle sue parole, l'artista manifesta il bisogno, per lavorare, di sentire il colore in mano e aggiunge “come quello che spando attraverso la matita, il pastello o il carboncino, che mi permettono di essere a contatto diretto con la materia”. “A volte”, continua l'artista, “aggiungo pigmenti ad olio, non tanto per continuare a rappresentare, quanto perché sento la necessità di manipolare, di lavorare, di stendere il colore per il piacere che dà il sentirlo quasi passare dalle dita come un flusso fluido e leggero”.

Sotto la pressione del pastello che a volte sfiora appena la superficie, a volte penetra nelle porosità della carta, ottiene una sorta di puntinato leggero, di passaggi, di successioni, di sovrapposizioni, di corrispondenze tonali che poi scorgi fare parte di una figura, come in altre opere, o di appartenere a un paesaggio. Nel senso che il soggetto sembra dilatarsi divenendo arioso e solare sfocando appena i contorni. Quanto basta perché ciò che rappresenta divenga quasi imprendibile, inafferrabile, poiché oggetto di poesia.

Ecco allora offrirsi il vero volto della valle dell'Imera, e scorrono allo sguardo la campagna, la riserva, i monti tinteggiati di ocra, i calanchi che mostrano la loro veste nei vari momenti dell'anno e il Salso misterioso che, come dice la stessa artista, “che è tanto, parecchio, poco, si insinua in un tappeto di verde, riappare e poi nuovamente scompare fra pietre, nel paesaggio che incede con straordinaria presenza”.

In effetti il paesaggio non è rappresentato per essere descritto ma, sotto le mani dell'artista, nasce dal colore. E' il colore che stendendosi si fa paesaggio, e la luce diviene la voce di una mediterraneità assolata che illumina di silenzio distese di giallo e di colli. Una mediterraneità che veste il paesaggio anche di assenza, suscitando quasi una sospensione del tempo, poiché situa i suoi caratteri in una irrealtà inafferrabile e impalpabile. Una realtà luminosa e silente, quasi assorta in una calma che inquieta, che non si riesce ad esprimere, ma che si traduce in emozione.

Il colore essenziale allora permette all'artista di suggerire l'idea di una natura felice, filtrata da uno sguardo incantato che, accarezzandone le forme, ne esalta la bellezza.

Scorrono così alla vista il ponte Capodarso, il monte Sabucina, nel quale il paesaggio diviene morbida superficie di giallo che si increspa di verde e si chiude in alto con massi di toni bruciati; il ponte Besaro, il bevaio e la rupe di contrada Lannari, i calanchi di Cozzo Bersaglio, il fiume Imera sorpreso in inattesi dettagli.

Attraverso una pittura che attenuando i dettagli, emoziona ed esalta anche la poesia dei luoghi che rappresenta, coniugando colore, luce, natura, memoria e bellezza.

Franco Spena

Maria Ginevra - Insegnante e pittrice

Maria Ginevra - Insegnante e pittrice

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