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Riserva Naturale Orientata Monte Capodarso e Valle dell'Imera Meridionale
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tesi di laurea

GeologiA

Fauna

Flora

Vitta all'aria aperta

Ponte di Capodarso
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Tesi di laurea condotte sull'area della R.N.O.

In questa sezione ospitiamo alcune tesi di laurea condotte dai laurenadi nel territorio della Riserva Naturale Orientata "Monte Capodarso e Valle dell'Imera meridionale"

 

 

Tutela del paesaggio e turismo

Valentina Ventura

   

Il processo di antropizzazione del territorio, dovuto al perseguimento dello sviluppo economico, ha comportato un progressivo degrado del patrimonio ambientale e paesaggistico.

Con particolare riferimento al paesaggio, non deve essere inteso nel significato comune di bellezze naturali o panorama, ma in un’accezione più ampia, ovvero “l’aspetto visibile di un sistema ecologico naturale o antropico o di un determinato territorio così come è percepito dalla popolazione che a vario titolo lo frequenta” (Tiziano Tempesta).

Tale definizione fa riferimento alla percezione di un paesaggio, ovvero alle sensazioni ed aspirazioni dei soggetti che vi entrano in contatto; cioè quella che in altri termini viene indicata come componente soggettiva. Bisogna ricordare che fu la Convenzione Europea del Paesaggio ad introdurne per la prima volta una concezione percettiva, affermando il diritto della popolazione di vivere in un paesaggio che considera gradevole.

La componente soggettiva del paesaggio e la componente oggettiva (ovvero le caratteristiche proprie del territorio), costituiscono gli elementi che più di altri incidono fortemente sulla sua qualità, la quale deve essere l’obiettivo delle politiche paesaggistiche volte sia ai paesaggi di elevata qualità (che devono essere tutelati) sia ai paesaggi degradati (che vanno riqualificati).

Al fine di individuare gli interventi più opportuni, è possibile effettuare una valutazione del paesaggio, ovvero attribuire un valore alla sua qualità mediante l’impiego di differenti metodi.

Oggi la qualità del paesaggio, rappresenta uno degli elementi che concorre a formare l’offerta turistica di una destinazione in grado di determinare la scelta di una località piuttosto che un’altra (essendo il paesaggio una delle componenti più evocative dei concetti di territorio e ambiente).

Un fenomeno in continua espansione è il cosiddetto “TURISMO NATURA”, nell’ambito del quale il turista ha come motivazione principale della vacanza “l’osservazione e il godimento della natura e della cultura tradizionale”. Secondo i dati riportati nel 7° RAPPORTO ECOTUR , al primo posto (in termini di flussi turistici) nella classifica dei segmenti più rappresentativi del Turismo Natura vi sono i parchi e le aree naturali protette, la cui istituzione si può considerare come uno degli strumenti legislativi più efficaci per la tutela del paesaggio.

Nel cuore della Sicilia, nei territori dei comuni di Caltanissetta, Enna e Pietraperzia è situata la Riserva Naturale Orientata “Monte Capodarso e Valle dell’Imera Meridionale”. Questa è stata istituita con decreto della Regione Sicilia il 27 Ottobre 1999, dopo un lungo iter durato circa vent’anni.

La riserva si estende nel territorio circostante il fiume Salso - Imera meridionale e presenta straordinarie peculiarità che la rendono una risorsa per lo sviluppo di un’attività turistica ecocompatibile. Tali caratteristiche riguardano differenti aspetti, quali: Storia: ad esempio il Ponte Capodarso, la cui costruzione fu voluta dall’Imperatore Carlo V; il parco archeologico sito sul Monte Sabucina; i reperti ritrovati nelle varie aree della riserva e custoditi nel museo archeologico della città di Caltanissetta.

Flora e Fauna: è infatti possibile osservare varie specie sia dell’una che dell’altra.

Geologia: ad esempio la struttura a “cuesta” che caratterizza le alture della riserva; la serie gessoso- solfifera che può essere ammirata in diversi tratti.

Vi sono poi: i resti di un antico mulino idraulico denominato “Marcato Bianco” in cui oggi viene svolta un’attività di produzione di erbe officinali;
e le strutture ormai in disuso delle miniere di zolfo: Trabonella, Giumentaro e Giumentarello.

La gestione della riserva è affidata alla sezione nissena di Italia Nostra, un’associazione che opera in tutto il territorio nazionale dal 1955 con l’obiettivo di proteggere ed allo stesso tempo valorizzare il patrimonio culturale e naturale italiano.

Le aree protette si possono oggi considerare un “laboratorio di sostenibilità” nel quale attività umane e tutela ambientale possono trovare un equilibrio.

 

Analisi zoocenotiche degli ambienti ripariali del fiume Imera nel territorio di Caltanissetta.

Valentina Pistis

Facolta' di scienze matematiche fisiche e naturali
- Catania -

2002/2003

Le aree protette in Sicilia, allo stato attuale sono rappresentate da tre parchi regionali, dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie e da circa ottanta Riserve Naturali.

La verità, a parte i tre parchi, soprattutto quello dell'Etna e qualche Riserva Naturale per i quali le conoscenze faunistiche sono discretamente soddisfacenti, il resto delle aree protette o da proteggere del territorio siciliano sono scarsamente conosciute, soprattutto dal punto di vista faunistico.

Sinora per tale area geografica sono state segnalate poco più di tredicimila taxa animali di cui il contingente di gran lunga più elevato è rappresentato dai vertebrati (96,4%), e dagli insetti con oltre 10 mila specie (81,08%).

Ciò premesso, appare opportuno potenziare le ricerche faunistiche all'interno delle aree protette siciliane ed il titolo proposto da questa tesi, evidenzia lo scopo principale della ricerca che è stato quello di intraprendere uno studio di natura faunistica nell'area del fiume Imera in territorio di Caltanissetta, nota all'opinione pubblica per l'importantissima area archeologica di Sabucina, Capodarso e Gibil Gabbib, è meritevole di attenzione anche per le straordinarie risorse naturali, storiche e socio economiche.

La diffusa antropizzazione dell'area in esame, ha provocato nel corso dei tempi la scomparsa di specie animali particolarmente significative; tuttavia, proprio a causa dell'antica antropizzazione, si assiste oggi, ad una integrazione tra fauna rimasta e ambiente antropizzato che assume caratteri di straordinarietà.

Ho intrapreso lo studio sul popolamento a Coleotteri nella “Riserva Naturale Orientata Monte Capodarso e Valle dell'Imera Meridionale”, in particolare sono stati da me indagati gli ambienti ripariali del Fiume Imera, e i dati ottenuti mi hanno consentito di evidenziare la composizione quantitativa del suddetto popolamento, di puntualizzare l'ecologia e la fenonologia delle singole specie e di farne l'analisi biogeografica.

I Coleotteri sono Insetti olometaboli, sia terrestri che acquatici, con dimensioni che variano da diversi centimetri a pochi millimetri e costituiscono, tra gli insetti, l'ordine più ricco di specie.

Il nome di questo ordine deriva dal greco: coleos = astuccio e pteron = ala ed indica chiaramente la più notevole caratteristica comune a tutti gli insetti appartenenti a quest'ordine; infatti le ali anteriori (dette elitre) trasformate in una specie di astuccio sono fortemente sclerificate e hanno funzione protettiva. I Coleotteri costituiscono importantissimi anelli della catena alimentare di molti ambienti: basti pensare alla demolizione del materiale legnoso delle foreste che molti di questi operano.

Lo studio si è avvalso di raccolte eseguite da Aprile 2002 fino ad Aprile 2003. si è analizzata la presenza degli insetti Coleotteri nel territorio in esame mediante campionamenti in stazioni predeterminate. Le stazioni campionate sono state venti dislocate in parte lungo le sponde del fiume e lungo un transetto che sale lungo i fianchi dei monti Capodarso e Sabucina.

I metodi di cattura utilizzati sono stati: raccolta diretta sotto pietre o altri ripari, setacciatura dello strato superficiale del terreno, e l'utilizzo di trappole a caduta.

Il materiale esaminato comprende complessivamente 1242 esemplari appartenenti a 54 specie e a 23 famiglie.

La determinazione del materiale si è basata su caratteri morfologici esterni, l'analisi faunistica è stata realizzata indicando per ogni specie: l'autore e l'anno della descrizione, l'elenco del materiale esaminato, la geonemia, la distribuzione in Italia, le note ecologiche e biologiche.

Dai dati desunti dalla mia raccolta, ho potuto delineare anche se in maniera preliminare, poiché ulteriori raccolte, accresceranno il numero delle specie presenti in quest'area, un quadro che permette di farci un'idea sulla composizione faunistica coleotterologica e sul suo significato biogeografico.

In conclusione i mutamenti climatici che interessano il Quaternario, sono di fondamentale importanza in quanto hanno delineato la configurazione di questa fauna nel suo insieme, anche l'uomo indirettamente ha condizionato e modificato il paesaggio vegetale.

In particolare in quest'area, prima che venisse istituita la riserva, l'uomo ha modificato l'ambiente naturale, con l'estensione delle aree coltivate con il disboscamento e gli incendi. Ecco perché il mantenimento, la conservazione e la tutela del territorio devono rappresentare un impegno concreto per la salvaguardia della biodiversità.

 

Il Castello Fortolese tra tipicità e particolarità nella Valle dell'Imera.

Veronica Pirrera

Palma Polisano

Facoltà di architettura
- Palermo -

2000/2001

 

 

 

La tutela dei beni ambientali con particolare riguardo ai parchi e alle riserve.

Gaetano Mario Pasqualino

Facoltà di Giurisprudenza
- Palermo -

2000/2001

 

 

 

La Valle dell'Imera: museo a cielo aperto di civiltà diverse.

Fabio Giamporcaro

Facoltà di architettura
- Palermo -

1998/1999

La stesura e lo studio di tavole tematiche, finalizzati alla conoscenza di tutti gli elementi naturalistici e storici alla conoscenza di tutti gli elementi naturalistici e storici (sentieri, boschi, cave, miniere, architettura rurale, aree archeologiche), hanno consentito di sviluppare un progetto che individua itinerari turistici attraverso aree omogenee (parco archeologico, parco agricolo, parco minerario, parco fluviale, ecc…) in grado di far conoscere e tutelare uno straordinario museo a cielo aperto.

Il progetto prevede la definizione di un parco articolato in un sistema di parchi integrati di varia natura visitabili attraverso sentieri interconnessi, suggerimenti di recupero, di riqualificazione e di attività compatibili con il coinvolgimento dei proprietari dei fondi in modo che i valori del luogo diventino risorse, cioè occasioni di sviluppo economico sociale e culturale.

 

Flora tracheofitica dei Monti Sabucina (CL) e Capodarso (EN)

Marco Lombardo

Facolta' di scienze matematiche fisiche e naturali
- Palermo -

1998/1999

Oggetto della mia tesi di Laurea è lo studio della flora dei monti Capodarso e Sabbucina e del tratto di fiume Imera meridionale che ricade all'interno della RNO “Monte Capodarso e Valle dell'Imera meridionale”.

Prima di parlare della flora ho ritenuto opportuno dare alcune informazioni circa l'ambiente fisico, e cioè confine ed estensione del territorio esplorato, il clima e gli aspetti geologici e geomorfologici.

Segue l'analisi floristica con i materiali e i metodi utilizzati, l'elenco floristico, le considerazioni generali, lo spettro biologico e lo spettro corologico. Chiude il lavoro un paragrafo sugli endemismi e una bibliografia di riferimento.

 

 

Geologia dell'area interessata dalla miniera di sali potassici di Pasquasia e correlazioni con i dati di sottosuolo.

Antonino Argentati

Facoltà di scienze matematiche fisiche e naturali
- Palermo -

1992/1994

 

 

 

Studio idrogeologico di Monte Capodarso (Tesina di studio)

Antonino Argentati

Facoltà di scienze matematiche fisiche e naturali
- Palermo -

1992/1993

 

 

 

Trabonella: La musealizzazione del paesaggio minerario della valle dell'Imera

M. Assunta Alù

Facoltà di Architettura
- Palermo -

 

Lo studio effettuato sulla valle dell'Imera tende a riqualificare l'immenso patrimonio culturale e storico presente nell'intorno della riserva naturale dell'Imera. Si e' pensato dopo un'analisi del territorio di creare un percorso archeominerario al fine di acquisire una conoscenza storica dei luoghi. Questo obbiettivo può essere realizzato attraverso la riqualificazione dei vecchi percorsi impiegati dall'attività estrattiva, quali i sentieri utilizzati dai minatori o l'antico percorso per trasportare lo zolfo dalla miniera alla stazione Imera. Essi tengono conto delle relazioni con la grande viabilità come lo scorrimento veloce e la stazione Imera in modo da poter pensare agli accessi da qualsiasi parte si provenga. Da un percorso in macchina si dipartono percorsi pedonali che collegano le miniere Trabonella, Pozzo Luzzati e la miniera Giumentaro. Questi sono correlati da zone d'ombra, punti di sosta, punti informativi con adeguate segnaletiche e guardie-parco che forniranno informazioni ai visitatori costituendo un canale di fruizione per la messa a punto del sistema dei parchi territoriali previsti dal P.R.G.

Lo studio effettuato poi approfondisce la sistemazione degli spazi aperti e la ripulitura degli impianti della miniera Trabonella. L'area dove insiste il progetto si sviluppa su una serie di terrazzi dove si distribuiscono diverse funzioni. Si propone un intervento attraverso l'utilizzo di materiali locali ed inoltre si vuole ricreare un ambiente ospitale per la flora autoctona. La finalità dell'intervento e quella di riportare nell'area la vegetazione autoctona, attraverso un lentissimo processo naturale senza la necessità di interventi futuri. A questo si collega un percorso conoscitivo della miniera nella quale il visitatore potrà comprendere le fasi della lavorazione e dell'estrazione dello zolfo.

 

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